



Titolo: Kulamula 10° Anniversario
Dopo mesi di preparazione con sveglie all’alba per lunghe sedute di allenamenti, dieta rigorosa, rinuncia a qualsiasi peccato di gola…finalmente è arrivato il tanto atteso venerdì 31/7….non si tratta di “sacrifici” per la “prova costume”…non si parte per il mare…ma per la mitica due giorni KM….e non si può fare “brutta figura”, pena l’esclusione da qualsiasi futura 24H !!!!
Comunque la cosa più difficile e psicologicamente più impegnativa non sono i sacrifici per l’allenamento, le rinunce alimentari, le ore tolte al sonno….sono le estenuanti trattative sindacali con la moglie per ottenere i permessi stile 48h di militare memoria, e poi soprattutto la gestione del “dopo”….frasi del tipo “bella la vita”, “IO per due giorni a gestire i bambini”, “…e non dire che sei stanco”…..quanto invidio in questi momenti i singles - non i single speed…i single…quelli che non hanno la marcatura a uomo di una donna!!!
Ma non ci sono azioni di “mobbing” – 4 in famiglia, 3 piatti a pranzo / cena, indovina quale manca?? – o “stalking” – “sono stufa, prendo a martellate le tue bici” – che possono scoraggiare un KM….per una due giorni si è disposti a subirne almeno 15 di angherie…da metà agosto, quindi, inizieranno le trattative per la 24H della Val Rendena!!!
Un evento KM è unico…unico nell’organizzazione perfetta, dall’alloggiamento, ai percorsi, al clima…ma soprattutto unico nello spirito, nel pathos, nell’empatia che sprigiona dal gruppo…ogni volta nuovi componenti, nuovi adepti, ma lo spirito resta immutato! Sembrerà ovvio, banale e scontato, ma non basta la sola passione per le ruote grasse a tenere insieme il gruppo….ci vuole il DNA “KM”…. non si compra in farmacia, o ce l’hai o come alcuni in questi 10 anni diventi una meteora.
E la galassia KM è in continuo rinnovamento, in questa due giorni tra le stelle del firmamento: ‘o Presidente”, “gue”-Pierre, Geco, Otto, Paolino, Ge”o”x (Luca), Antonino, Nicola….è arrivata la nuova stella Andrea, che a soli 13 anni ha dimostrato grande tenacia e doti da futuro KM.
Non vi racconto di salite, discese, sentieri, mulattiere, laghi, boschi….non ho il dono di saper descrivere paesaggi come “Wilbur Smith – Lillo”…vi posso solo raccontare di località da sogno…da Trepalle al passo alPisella…in mezzo ci stanno metri di dislivello e chilometri di pedalate.
Per maggiori info e dettagli sul percorso rivolgetevi a “TomTom Pierre” che con il suo Garmin ha una traccia perfetta dei sentieri percorsi….peccato che lo strumento di rilevazione non fosse anche sulla bici di Ge”o”x Luca…ci manca infatti una deviazione che si è inventato al momento.
Tempo di dire, pronti, via e si è avventurato in un doppio carpiato con avvitamento giù per una scarpata….nulla di grave per la flora locale…qualche margherita schiacciata, ma nulla di più. E peccato anche che il Garmin non fosse sulla bici di Max. Trattandosi di “’O presidente” però non possiamo dire che si è trattata di una caduta. Semplicemente sentiva necessità di rinfrescarsi i piedi e, a discapito di qualche trota salmonata che ci ha rimesso l’esistenza, il buon Max ha pensato di scendere per una riva e affondare gli arti inferiori dentro un ruscello.
Per la cronaca: a Ge”o”x tranne le solite domande di rito…”tutto bene?”, nessuno si è minimamente preoccupato della sua bici e dei suoi graffi – all’appello di domenica mattina la tibia destra di Luca sembrava uscita da un match con le unghie di un gatto!!! – per “’O presidente” è scattato il servilismo e la cortigianeria dei tempi feudali….chi si prodigava con i denti a raddrizzare il disco freno, chi offriva i propri calzini, chi offriva la bici del figlio (lasciando quest’ultimo a piedi …”tanto è giovane”!!).
Ad eccezione di queste due note, che hanno aggiunto il giusto tocco di colore (sinonimo di “argomento per prendere per il cosiddetto lato B i due ardimentosi”) la due giorni è stata veramente il miglior rimedio a tutti i problemi quotidiani dal lavoro, al traffico, alla famiglia, al mutuo, all’Inter,….
Per i desiderosi della cronaca sportiva: sabato mattina briefing ore 9.00 piazza Levissima – Cepina, trasferimento in auto sino al mitico “Trepalle”, montaggio bici…e via in fila indiana su single track.
Pollicino – alias Paolino – giusto per non perdere la strada del ritorno dissemina il sentiero di borracce.
Prima leggera difficoltà, e il buon Luca – come sopradetto – tenta di aggirare la salita “buttandosi” (ah!ah!ah!) giù per la riva.
Ricomposto il buon Ge”o”x, giusto il tempo per cancellare dagli occhi le immagini e rimpiangere di non avere acceso la macchina foto su “immagini in movimento”, ed ecco il “Presidente” ritornare bambino e buttarsi in un far di capriole giù per il costone: nessuno ha avuto il coraggio di dirgli di staccare la bici dai piedi…del servilismo susseguente al “poderoso gesto atletico” tutto è già stato descritto.
Si prosegue verso Valle Pila – per una ricarica veloce – e giù per Valle Pettini (dagli snob detta anche “valle delle ariette” – si narra che il nome derivi dai primi abitanti che erano abituali consumatori di fagioli con le cotiche).
Tra una valle e l’altra, non va narrato il piacere di aver affondato le ruote tassellate nella neve. In fondo alla Valle, circumnavigazione del lago di Cancano, con osservazione delle fondamenta delle abitazioni delle antiche popolazioni romane che avevano eretto la diga (se è una balla, rivolgetevi ad Antonino è lui lo storico del gruppo - ah!ah!ah!): da un lato il lago di Cancano e dall’altro quello di S.Giacomo.
Come provetti Bossi, tutti alla ricerca delle sorgenti dell’Adda - acc…forse il “senatur” commemora la sorgente del Po…magari ci pensiamo il prossimo anno! – comunque via di pedali sulla salita per valle Alpisella.
E qui, ognuno di noi si è chiuso in uno mutismo esoterico: in realtà tutti eravamo accomunati a dialogare con i Santi e le Madonne che ci facevano compagnia sulla salita.
Ma dopo ogni salita, ecco la discesa e quindi giù in picchiata a Livigno.
Meritato pranzo del montanaro, ma poco del ciclista…birra, salsiccia, polenta, funghi e formaggio.
Lasciate qualche minuto a Pierre, dategli una sedia o un prato e in meno di un minuto ve lo trovate in un profondo sonno rem. Sgranchirsi le gambe per prendere a calci il fondoschiena del Pierre, con la scusa di svegliarlo, è comunque un gran piacere!!
Il pomeriggio trascorre in una sorta di pellegrinaggio tra i negozi di bici di Livigno, in attesa che gli enzimi smontino l’abbondante pranzo ingerito.
Forse il pellegrinaggio doveva prolungarsi maggiormente, forse il pranzo era troppo abbondante, o forse la salita da Livigno verso Trepalle è veramente lunga, sta di fatto che sono ricomparsi Santi e Madonne!
Mi sorge il dubbio che la località “Trepalle” sia stata così battezzata da qualche ardimentoso con le ruote grasse a furia di dire “..miiiii che palle sta salita…che palle sta salita…che palle sta salita”… ed alla terza “che palle” sia giunto stremato in prossimità di un gruppetto di case. Tra gli abitanti una tal Bice Passera, titolare di numerose attività commerciali della zona. Ma questa è un’altra storia.
Tra i nostri KM all’arrivo l’unica faccia rilassata, in piedi sui pedali e con sorriso per i fotografi è stato il giovane Andrea: sembrava il Lance Armstrong degli anni buoni.
Non una goccia di sudore e con quello sguardo a dirti: finita qui?? Si ritorna in albergo?? .
Doccia, massaggio, sauna….et voilà!...ore 21: mitica cena di gala.
Per la cronaca modaiola: Paolino ha sfoggiato un gessato Armani, Otto un Dolce& Gabbana, il Presidente un impeccabile Pignatelli (stilista juventino – ah!ah!ah!), Antonino un classico Valentino, Luca un tight di Lagerfield, Andrea un elegantissimo Benetton 0 – 12, Geco un eccentrico completo di Cavalli, e il Pierre??? Si è presentato in completo firmato KULAMULA. Alla faccia di chi ha organizzato la “cena di gala”!!!
Magnatona da cena di capodanno: sciat, lardo con miele, carne salata, pizzoccheri, cervo e polenta…e giù di rutto libero e cori alpini!!
Domenica mattina. Il Presidente, “pizzicato” il giorno prima sul fatto che i sentieri erano un po’ troppo polverosi, in una sola notte si è organizzato per trovare un impianto di irrigazione. Con quattro nuvole, recuperate non so dove, alle 8.45 del mattino ha fatto scaricare la giusta dose di acqua, per farci trovare un fantastico fondo compatto e per nulla polveroso. Grande Presidente!!
Partenza dalla solita piazza Levissima, purissima, altissima, gimcana per le strade di Bormio e per evitare brutte figure nei confronti del giovane Andrea, il gruppo dei saggi ha optato per una fantastica risalita meccanizzata al solo costo di € 6 - et voilà…dislivello di 700mt superato in meno di 10 minuti!! La vera ragione è che dovevamo recuperare la ritarda partenza, posticipata a causa dell’impianto di irrigazione.
Al gruppo dei valorosi del sabato, la domenica mattina si è aggiunto uno stoico Nicola, che incurante del suo infortunio al gomito, ha tentato l’uscita sulle ruote grasse.
Prima tappa Bormio 2000, pedalata per sgranchirsi le gambe - Pierre era già sveglio, non avevamo motivi validi per prenderlo a calci - in mezzo a boschi di larici, con gnomi, troll, marmotte, caprioli, volpi, cervi…a dirla tutta i cervi proprio non li ho visti vivi, ma solo cotti la sera prima!!
L’aria tersa, pulita e profumante di fiori di montagna non si addice troppo alle nostre narici…e allora?? Giù in picchiata verso S. Antonio a sprigionare nell’aria l’aroma pizzicante che lasciano le pastiglie dei freni…questa è la “parfumerie” del vero biker!!
Per soddisfare le pressanti richieste di Paolino, il Presidente sempre attento alle esigenze di tutti, soddisfa la voglia di irte salite puntando verso il Bradaccio.
Il buon Geco, affiliato WWF, “membro” della LIPU, antivivisezionista convinto - comunque il cervo se l’è magnato pure lui – pensava bene di dedicarsi alla ricerca di un cagnolino della zona e noi di conseguenza alla ricerca del Geco.
Ricompattato il gruppo, con il solo abbandono di Nicola, discesona su Bormio…e qui gli amanti delle discese ricoperte di nastro bitumato (al secolo Paolino e Geco) hanno pensato bene di tentare la fuga di giornata. Peccato che all’arrivo siano stati squalificati in quanto hanno tagliato alla grande il percorso.
A chi mai sarebbe venuto in mente che dopo chilometri di salita, un KM consumi le ruote su un banalissimo nastro di asfalto??
Infatti, il rientro è stato di uno spettacolo unico. Fantastico single track, tutto da guidare. Adrenalina pura al 100%....ma l’arrivo a Bormio ha il significato dei titoli di coda nei film: la due giorni volge al termine.
Ringraziamenti:
• per l’organizzazione: Max Anso – ‘O presidente;
• per il coordinamento e l’attività di segreteria: Pierre;
• per il book fotografico: Luca - se non lo trovate nelle foto, è perché lui era dietro l’obiettivo delle macchine (minimo 3);
• per il salame mangiato domenica a pranzo: Antonino;
• per la scelta del vino di sabato a cena e la descrizione di lanche sconosciute del Po: Capitan Paolino
• per l’encomiabile sacrificio della ruota posteriore ai ripetuti tamponamenti spronatori di Pierre: Geco;
• per l’ammirevole spirito di gruppo: Otto;
• per il tentativo di presenza e la dimostrazione di possedere il DNA KM: Nicola;
• per la continuità dei KM: Andrea.
…e a tutti i lettori un grazie se siete arrivati al fondo!!!
Pier Valter Chiodi (co-fondatore KULAMULA)
La Cena del decennale
Il nostro Presidente ha organizzato nel suo feudo montano di Cepina in alta Valtellina presso l'hotel Cepina la cena estiva del decennale del prestigoso club che ci accomuna : KULAMULA.
Quella che doveva essere una cena ristoratrice per gli enormi sforzi delle vertiginose salite della mattinata si è rivelata massacrante per per il giorno successivo.
Si è partiti con un antipasto di carne salata con una specialita' locale ( il nome me lo sono scordato subito ) a base di formaggio impastellato e fatto friggere ( leggerissimo).
Quando al tavolo di mangiatori di insalata sono stati proposti i Pizzoccheri un coro si è levato...per tutti....secondo piatto la scelta è caduta per i piu' previdenti in una tagliata di manzo mentre per pochi ( tra cui chiaramente il sottoscritto ) capriolo in salmi' con polenta.
Il tutto annaffiato in abbondanza con vino rosso Inferno della Valtellina.
Caffe' e a letto presto che domani si pedala.....
Serata sicuramente piacevole e con gli sfotto' di rito per le disavventure varie della mattinata ma sicuramente si ricordera' anche per il gesto atletico con cui il nostro “Presidente “ ha estratto il portafoglio e pagato la cena .
Grazie a questo gesto verra' citato come “ il Mecenate “ dei Kulamula!!
Paolino
Titolo: Kulamula 10° Anniversario 2° giorno.
Domenica 02 agosto 2009 Ore 04.40 suona la sveglia, dopo aver trascorso un venerdi notte ed un sabato all'insegna dell'incazzatura totale, felice come un bimbo ed incurante dell'ora mi preparo per raggiungere tutti i Kulamula presenti a Bormio per il 10° anniversario.
Apro la finestra ed ecco la prima sopresa.... PIOVE, ma che mi frega? parto lo stesso.
Ore 05.00 sono già in viaggio, tanto per cambiare pioggia lungo tutto il tragitto, "che palle dico tra me e me" speriamo che questa giornata non sia del tutto rovinata, ma l'importante era essere presente pioggia neve nebbia quel giorno non mi avrebbero spaventato.
Ore 07.40 dopo aver fatto due soste per prima e riprima colazione arrivo finalmente a Cepina. Entro in un bar dove chiedo una brioches.... di tutta risposta mi viene detto che non ne vendono, allora chiedo un caffè.
Ore 07.59 mi arriva un sms da Pierre che cita "Mi sono alzato ora e purtroppo piove quindi non si riesce a far niente. Ciao" allora gli telefono e gli dico "guarda che sono in piazza a Cepina... e lui ok ci vediamo per le 09.30 circa.
Arrivo nel parcheggio del Hotel Cepina dove incontro un losco individuo (era Luca)che tira fuori la sua Mtb e mi dice che sta aspettando una persona perchè vogliono fare la salita verso Bormio 2000 in bici. Quel personaggio era Pierre....
Io e Luca entriamo in albergo, li incontriamo Paolo, Toni e Andrea. Bene finita la colazione eccoci tutti nel pargheggio a preparare le nostre bici per il secondo giorno di divertimento. Puntuali arrivano Max, Pierre, Walter ci siamo tutti, anzi no mancano Otto e Geco che ci aspettano strada facendo.
Dopo il rituale dei saluti finalmente si parte destinazione Funivia per la risalita a Bormio 2000, il cielo ancora non promette nulla di buono ma intanto tra uno scambio di parole e qualche risata si arriva ai 1952 metri di Bormio 2000.
Qui iniziano i guai di Paolino che non riesce a sistemare il suo cardio.... si pensano alle batterie a problemi ai sensori, fatto sta che finisce il giro ed il cardio faceva ancora le bizze.
Dopo le foto di gruppo sul piazzale della funivia, riempimento borracce e bisogni vari, finalmente si parte per il giro. Primi 300 metri e Max già si da agli scherzi, infatti fa fina di imboccare una salita ripida e rocciosa e mentre da dietro si sentivano i primi mugugni ecco che Speedy Pierre parte a razzo per affrontarla.... peccato che non era quella la strada.
Ora si fa sul serio, svolta a sinistra ed inizia la prima arrampicata, per dirla tutta molto dolce ma con qualche strappetto che poteva far un pò male. Intanto dando un occhio al cielo, che diventava sempre più blu e qualche foto finalmente arriviamo in cima. Ora si scende, il primo tratto era davvero impegnativo, perchè molto ripido e soprattutto sconnesso con tratti pieni di sassi, quindi considerando il mio problema decidevo di scendere per ultimo e cercando di di non sforzare troppo e sperando che il braccio non facesse le bizze. Ed ecco la prima cazzata, faccio più di metà discesa con la forca bloccata, comincio a sentire male, ma non mi arrendo, gli altri ormai sono andati, mi fermo e controllo come mai la bici vibrasse così forte.... e li mi accorgo della forca. Arrivo giù ci fermiamo un attimo per prendere respiro e bere. Andrea tira fuori un gel e subito il caro Papà gli dice di ricordarsi di lui. Ma Andrea.... niente beve il suo gel ed al Papà lascia solo gli avanzi. Via si riparte, piccolo ma durissimo tratto in salita, qui si parla e si scherza ognuno dice la sua, ma poi ecco la seconda discesa, stupenda e scorrevolissima. E via tutti giù in piacchiata, Pierre sapendo del mio problema, senza dire niente, mi fa compagnia lungo la discesa, di questo lo ringrazio. Eccoci alla fine della discesa ci si ferma e trovo il nostro presidente su una roccia in posa alla ZEUS che si fa fotografare, con lui tutto il gruppo. Ed ora viene il bello o il brutto.... almeno per me. Inizia la famosissima scalata al 23%. Prime rampe tutto ok.... poi il gruppo si sgrana, la fatica è tanta, il male al braccio inizia a farsi insistente, ma cerco di non mollare. Gli altri sono un bel pezzo avanti a me. Arrivato a metà mi rendo conto di non poter più salire perchè non riesco a tenere la mano sul manubrio. Mi fermo e dopo pochi attimi arriva Pierre, il quale mi dice che vanno su al Zebrù. Viste le circostanze gli comunico a malincuore la mia decisione "Torno giù e vi aspetto al parcheggio non riesco a salire così menomato". Devo dire la verità ci ero rimasto male per non essere riuscito a finire il giro, ma poi ripensandoci ero più che soddisfatto perchè avevo fatto del mio meglio ma contro gli infortuni bisogna fermarsi.
Arrivo al parcheggio e dopo 20 minuti circa ecco che arrivano Paolino e Geco, i quali mi dicono che anche gli altri stanno rientrando. Ma poi sarà stato vero?? Fonti vicine al KGB informavano che era stata una manovra di Paolino che non voleva finire il giro.
Gli altri dopo aver terminato il giro si sono fermati in un luogo di ristoro a Bormio, li raggiungiamo e finalmente mangiamo il tanto sospirato Salame portato da..... non mi ricordo.
Devo dire che non mi divertivo così tanto da tantissimo tempo. Un gruppo affiatato, tutti gli elementi sono un carico di emozioni e divertimento.
Ringrazio tutto il gruppo per avermi fatto passare una giornata incredibile, vorrei spendere una parola per ogni singola persona, ma credo che alla fine scriverei un libro.
Posso solo affermare che lavoro permettendo, cercherò di essere sempre presente a tutti gli eventi Kulamula solo per lo spirito di amicizia e passione che ci accomuna.
Nico