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…che spettacolo!

16/02/2010

 
 
….cosaaa??? arrivi tra un’ora e mezza e vai sul Musinè??? Con tutta la pauta (in lingua locale significa: fango) che ci sarà???”
Inutile precisare che questa piacevole esternazione è copyright della madre dei miei figli.
 
Ma partiamo dall’inizio.
Venerdì sera, approfittando di attimo di debolezza della consorte, in modo quasi silente, passo due messaggi. Uno, sabato mattina andrò in ufficio, e due, al pomeriggio “magari ci scappa una corsetta”. Sul punto uno vale sempre “ora et labora”, quindi non vi sono particolari discussioni, sul punto due è “quasi” una consuetudine…corsettina di 40 minuti, non disturba tanto gli equilibri famigliari…mentre i bimbi sono in parrocchia, la mamma al centro commerciale, posso “rubare” un’ora di aria.
In vista di una settimana quasi totalmente in fuori sede e una serie di consigli di amministrazione in arrivo per fine mese, prudenzialmente è meglio portarsi avanti con il lavoro: un paio di orette in ufficio sabato mattina ci stanno tutte.
Sulla strada del ritorno, quasi a casa, una visione più che mistica, direi da “invidia”…biker coperto di fango…uhm!! mumble mumble!!…tirar fuori l’anima gemella e riscoprire il piacere della “pauta”???
Le ruote grasse sono in letargo da novembre …gli anni anagrafici cominciano a pesare e il freddo ha sinora consigliato di dedicarmi a qualche giro su strada e qualche tentativo di running…il “richiamo” però è troppo forte.
Capisco cosa provava Zanna Bianca…
 
Durante il pranzo, viste le condizioni di salute di Nicolò (tipico raffreddore con tosse) la mamma consiglia di non andare al catechismo; di conseguenza, Samuele (il più giovane dei due) anche lui automaticamente esentato…acciderbolina, nella mia testa la domanda: è un problema oppure un’opportunità? Ovvero se i due “disbela” (in lingua locale significa: monelli) vanno in parrocchia, ho solo un’ora di aria…se stanno a casa, non ho particolari problemi a dover rientrare per non lasciarli fuori a congelare. Infatti, pensare di lasciare le chiavi di casa a due bimbi di 11 e 8 anni significherebbe la certezza di dover chiamare il fabbro per aprire la porta di casa.
I due sono infatti soprannominati “Nitro” e “Glicerina”: da soli sono innocui, insieme sono esplosivi!!!
Bene…opportunità. Concordo pienamente con le decisioni della mamma: niente catechismo.
 
Calze, pantaloni lunghi, fascia cardio, canotta, maglia “d’antan” KM azzurra, giubbotto invernale “vintage” KM grigio, guanti termici, sottocasco…ora la parte più difficile…dichiarare dove e come…voce dolce, sguardo alla George Clooney, sorriso alla Richard Gere…”Tesorooo, vado a fare un giro con la mtb sui sentieri del Musinè”…la risposta l’avete già letta.
La porta di casa verso il garage mi permette di non sentire i successivi improperi…è fatta…scarpe e soprascarpe, controllo pressione ruote, avvio il gps (stupendo regalo di Natale), aggancio dei pedali e via a mulinare le gambe.
Temperatura prossima allo zero, cielo nuvoloso, ma tutto in secondo piano…i primi chilometri su asfalto vanno via veloci, l’aria non è poi così fredda, mi ricordo di aver patito molto di più nell’ultima 24H del Palladio…notte da Era Glaciale…si narra che qualcuno abbia anche visto Sid, Scrat, Manny e tutta la banda di animali preistorici!
Finita la parte di nastro bitumato, il terreno si presenta nelle condizioni tipiche del periodo invernale…continuo a girarmi per capire se ho i freni tirati…in realtà sono le ruote che affondano nella pauta.

Il percorso è quello solito, di cui conosco oramai le singole pietre; infatti, quelle che emergono dal fango accennano anche ad un saluto. In fondo sono quasi due mesi che non passo più da questi parti.
La prima tagliafuoco è un susseguirsi di tonalità di fango dal grigio (tipico fango termale) al marrone scuro (forse residuo organico di qualche cane…ma non indago).
La breve discesa è un toccasana per staccare qualche chilo di fango dall’anima gemella…incomincio la seconda tagliafuoco, che presenta pendenze significative.
E lo spettacolo sta per iniziare…passato il primo centinaio di metri, la strada diventa totalmente bianca…oltre una ventina di centimetri di neve ricoprono il fondo.
In mezzo a questo manto, un sentierino di neve battuta non più largo di trenta / quaranta centimetri. Le ruote dei miei predecessori…perché di matti come me, che in inverno si arrampicano nella neve sulle tagliafuoco del Musinè, ce se sono davvero tanti.
Sentire il silenzio della montagna, rotto solo dallo scricchiolio della neve sotto le ruote tassellate, mette in pace con il mondo. 
E la discesa diventa spettacolo…adrenalina pura…mi sento molto Sebastian Loeb…la ruota posteriore si intraversa meglio di quella di una moto da speedway!
Fantastico…piacere indescrivibile.
Il godimento vale il rischio di un danno permanente ai timpani...sai che urli quando la consorte si troverà di fronte il padre dei suoi figli simile a uno dei guerrieri di terracotta dell'imperatore Qin Shihuang!!
 
Passano le stagioni, volano gli anni, ma per chi sa quale magia due ruote e un po’ di neve (quella “original”) fanno ritornare all’età della spensieratezza…buone pedalate a tutti!!!

Valter
 
 

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